Viaggio tra gli “immortali” con il “grande vecchio” del teatro italiano. Sabato 4 gennaio 2014 alle 20.30 sul palcoscenico del Teatro “Il Ducale” di Cavallino c’è stato Giorgio Albertazzi con il suo spettacolo Miti ed eroi, tra gli appuntamenti di spicco della Stagione Teatrale 2013/2014 siglata dall’Amministrazione Comunale di Cavallino in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

L’attore toscano, a novant’anni propone un viaggio nel passato, ripercorrendo la sua visione di miti ed eroi del nostro tempo, una rievocazione del mito e non solo. Punto di partenza sono una serie di aneddoti su nonna Leonilde e sulla professoressa di latino Cinita per poi arrivare a parlare di altri, da Icaro a Gabriele D’Annunzio. Nel lungo monologo non può mancare un altro personaggio avventuroso caro ad Albertazzi: Ulisse, cantato da Dante nel XXVI dell’Inferno. Il grande attore passa poi a recitare con disinvoltura il V Canto dell’Inferno, Tanto gentile e tanto onesta pare da Vita Nova, sonetti di Shakespeare, Antonio e Cleopatra fino al Giulio Cesare e alla celebre scena dall’assassinio, che Albertazzi recita con straordinaria drammaticità. Lo spettacolo si conclude con un estratto da le Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar.

olycom - giordano grafici -«…poi un giorno qualcuno pronunciò la fatidica parola: un mito! – dice Albertazzi del suo lavoro – Sacro racconto di gesta di Dèi ed eroi. E si parlò subito di Achille, del Pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei. E Ulisse – per chi parteggiare? Ulisse il lungimirante lo scopritore d’ uomini che dice «No» alla bellissima maga Circe – dalla quale non si è fatto sedurre e trasformare in porco. E il viaggio di Enea (superstite dalla distrutta Troia) con il padre Anchise sulle spalle traversa i mari e arriva nel Lazio fonda Roma. Chi sono gli eroi? Incarnano i nostri sogni? Sono figli degli Dèi e degli uomini. Sono immortali. La Duse che camminava – dice Visconti che ebbe il tempo di vederla – camminava sollevata dal palcoscenico. E Icaro che sfida Giove e vuole volare fino al Settimo Cielo e cola finché il sole non gli brucia e fa sciogliere le ali di cera. E Dante col suo viaggio – allegorico mistico e umano – Shakespeare – lo scuoti lancia il fool io genio. E i bambini della Crociata dei Bambini che vanno tutti a morire per liberare il mondo? E gli eroi dei primi aerei (il “velivolo” di D’Annunzio) e Moby Dick e la mitica balena bianca. E Cinita che è un mio mito – che forse rivelerò – e mia nonna Leonilde. Mito e infinita dolcezza del morire corteggiando la morte come da Garcia Lorca». Giorgio Albertazzi

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