Un testo sulla verità della scrittura e l’impostura della realtà. Tutto questo in A ciascuno il suo, un classico di Leonardo Sciascia che ha visto impegnati sul palcoscenico del Teatro “Il Ducale” di Cavallino, sabato 22 febbraio, Sebastiano Somma e Daniela Poggi assieme a Gaetano Aronica, con la regia di Fabrizio Catalano in un nuovo appuntamento della Stagione Teatrale 2013/2014 siglata dall’Amministrazione Comunale di Cavallino in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

«A ciascuno il suo» è un testo sulla verità della scrittura e l’impostura della realtà, un esercizio spirituale per chi lo scrive e per chi lo legge, alla fine del quale le imposture fanno ritorno alla valle del sonno. Tutta la storia è costruita sul meccanismo della suspense. Ma è anche un giallo, la cui chiave è riposta nel mistero della scrittura. Scrive Gaetano Aronica a proposito del testo: «Il percorso iniziato con “Il giorno della civetta” continua e si approfondisce con “A ciascuno il suo”. Mentre nel primo romanzo Leonardo Sciascia apriva e chiudeva il discorso sulla mafia nel suo passaggio dalla società rurale a quella urbana, qui non si parla quasi mai di mafia, essa è già integrata nel tessuto sociale ed economico, acquisita nei rapporti umani. Non c’è una sola figura positiva nella vicenda. I personaggi sono talmente compenetrati nei loro ruoli da non riuscire ad immaginare un altro mondo possibile. Non sono nemmeno sfiorati dall’idea del cambiamento. Tutto si compie con un’ambiguità spaventosa. Nascondono, ingannano, rimuovono al punto da considerare le azioni fatte come estranee; se ne distaccano così tanto da mentire anche a sé stessi, come se non avessero coscienza del male. Vivono nell’impostura come se non dovessero mai morire o come se la morte, a un certo punto, non fosse altro che una formalità».

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